Uscire da un paradiso come Rabbit Island e arrivare (dopo 13 ore di bus) nella strada dei backpakers di Ho Chi Minh City (precedentemente Saigon) e' come svegliarsi da un bel sogno con un gran schiaffone. Uno shock! HCMC e' una citta' enorme e la zona turistica brulica di attivita' commerciali connessa a tale fenomeno. Arrivarci alle 21,30 di sera dopo tale viaggio risulta per lo meno disorientante, ma ormai ci ho fatto l'abitudine e con pazienza avanzo a gomitate tra la folla e tutti quelli che mi vogliono vendere qualcosa e trovo un posto letto in un dormitorio. Esco per mangiare qualcosa e fatti 10 metri si ripete la stessa scena accaduta a Phnom Phen: Adrian (inglese) mi vede dal bar dove sta bevendo una birra e mi chiama a gran voce. Quanto e' piccolo il mondo! Dopo qualche minuto scorgo seduta in un ristorante Jackie (anche lei inglese), una ragazza conosciuta in Laos. Ma allora... e' proprio un punto!!
In questi giorni ho visitato il delta del Mekong (la parte nord della zona) e HCMC: il paese e' molto piu' moderno di Cambogia e Laos: e' veramente arduo trovare qualche scorcio autentico. Quel che si vede con i tour organizzati e' chiaramente... appunto organizzato alla belleposta e spostarsi autonomamente e' mooolto ma mooolto difficile e a volte frustrante (oggi nell'arrivare nella citta' di Kon Tum ho chiesto all'autista del bus di scaricarmi prima della stazione per non dover prendere un'altro mezzo (come fanno tutti i locali, del resto). Sembrava tutto ok. Poi arrivati sul posto si e' rifiutato adducendo problemi con la polizia..... CHE NERVI!! FANNO QUELLO CHE VOGLIONO LORO!! Ho sentito ormai parecchia gente che e' scappata da questo paese per problemi del genere o altri legati a truffe e raggiri. Bisogna stare molto accorti e cmq la liberta' di movimento... e' limitata). Quindi niente di notevole da raccontare. Almeno per me: trovo il Vietnam molto poco affascinante e piuttosto artefatto e RUMOROSO. Non vi dico cosa sono le strade: un continuo BIIIIP BIIIIIIPPPP, BOOOOP di clackson e fumi di scarico velenosi: per questo quasi tutti viaggiano con la mascherina calcata sul viso. Cmq tra i luoghi visitati c'e' un tempio di una strana religione che si chiama (impropriamente perche' il vero nome e' molto piu' lungo) Cao Dai (vedi foto) e che e' un'insieme di buddismo, cristianesimo, taoismo ed altro.
Stanco del casino e del caldo asfissiante (quanto mi manca la "mia" isoletta!!) ho deciso, in compagnia di Adrian, di uscire dal percorso piu' battuto e ho visitato Dalat, nelle montagne dell'interno. Effettivamente il fresco non si e' fatto attendere e ha perfino esagerato: ci siamo presi un po' di pioggia che nel pomeriggio ormai non manca mai. Pero' abbiamo fatto in tempo a scalare una montagna di 2169 mt. Ritornare all'hiking in montagna mi ha proprio rinfrancato.
2 commenti:
Ciao fratellone, per fortuna che hai scritto; quì si incominciava a respirare un pò d' ansia. Sono felice che vada tutto bene anche se non sei particolarmente entusiasta del posto. Che bella la foto con i fiori! Quì tutto ok, la mammma ha anche ripreso il lavoro ieri.
Un bacione grande
Alexa.
Ciao Ale!
Ti sto scrivendo dal mio letto (divano)di dolore.
So che te l'ho già detto ma che bello leggere i tuoi racconti!!
Ti mando un abbraccio fortissimo!!
Chiara
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