venerdì 30 marzo 2007

Il popolo dei Bahnar

Finalmente, inaspettatamente, qualcosa di affascinante e genuinamente vero! Nel mio precedente post mi ero lamentato di quanto tutto in Vietnam fosse artefatto e sono stato prontamente smentito. A riprova che basta uscire dalle rotte turistiche, ho avuto la fortunata occasione di conoscere un lato tradizionale di una delle minoranze etniche di questo paese: i Bahnar. Come tante altre minoranze anche i Bahnar sono genericamente chiamati Montagnard e, dopo il 1975 (data dell'indipendenza ottenutao con la vittoria della guerra contro gli americani), sono stati oggetto di una marcata politica di vietnamizzazione (quasi tutti adesso parlano la lingua nazionale). Non hanno pero' del tutto perso le loro origini e, benche' con molte difficolta' da parte loro ed errori da parte delle autorita' governative, mantengono ancora molte delle tradizioni. Una fra tutte la creazione al centro del villaggio delle Rong House (grandi costruzioni per le cerimonie e per socializzare). Questo popolo si mantiene ancora relativamente ai margini della societa' civile vivendo di agricoltura e di quanto offre il fiume e la foresta. Ma andiamo per gradi: seguendo il consiglio della LP e alla ricerca di un po' di pace mi sono seduto in uno dei tavolini del magnifico giardino dell'Eva Caffe'. Dopo un'oretta il proprietario (un'artista locale) mi ha raggiunto e in modo molto discreto si e' proposto come guida. Credo che i 15 dollari spesi per assoldarlo siano i denari meglio spesi in tutto il mio viaggio. Il Sig. An si e' rivelato una persona squisita, amante della propria terra e appasionata guida per chi ha voglia di raschiare sotto la superficie del "pacchetto turistico". In modo molto discreto, a bordo del suo scooter, siamo entrati in alcuni villaggi Bahnar nelle immediate vicinanze di Kon Tum. Con molta naturalezza e veramente amichevolmente gli abitanti non hanno esitato a farmi visitare le loro case, i loro luoghi di culto, fino ad invitarmi calorosamente (non ho parole sufficienti per descrivere l'affetto e l'apertura che mi hanno riservato) ad una cerimonia per accompagnare una donna desceduta due giorni prima nel suo viaggio verso l'altro mondo. Sulle prime ero titubante d'intromettermi in qualcosa di cosi' intimo e toccante come tale evento ma la mia guida mi ha esortato ad unirmi ai "festeggiamenti". Per tutto il pomeriggio i partecipanti provenienti dal villaggio e da quelli vicini hanno celebrato il rito funebre (sono cattolici) e poi si sono dedicati al ballo, al cibo e alle bevande a base di riso (JarWine e liquore). Nelle foto alcuni momenti a cui ho partecipato come ospite "particolare". Tutti mi invitavano a consumare il cibo tradizionale e a bere in continuazione. Poi mi hanno "convinto" (come dire di no a una decina di belle ragazze che ti tirano allegramente in mezzo alla "pista"?) a partecipare al ballo!! Nel giornale locale avranno scritto che gli orsi non sono estinti da queste parti. I bimbi mi hanno piu' volte circondato curiosi di un tipo cosi' strano da avere perfino la barba!! Grazie Sig. An: credo proprio che portero' nel cuore questo giorno come un piccolo tesoro e una lezione di generosita' e umanita'. Grazie popolo Bahnar: mi avete insegnato cosa vuol dire avere poco e offrirlo senza remore con un caldo sorriso; mi avete fatto ritrovare la fiducia negli uomini. Tanti auguri per il vostro difficile futuro! Domani mi dirigo nuvamente vs. la costa. E di Hoi An raccontero' la prox.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Nipote, molto bello il commento dell'ultimo post. Sono molto contento per te, per le emozioni che provi e che ci stai trasmettendo con grande slancio. Però non fare il furbo con le ragazze e con la solita mascolina scusa che tu non volevi e che sei stato trascinato tuo malgrado! Quando torni ti farò confessare con un piatto di caplàz con la zuca...

Anonimo ha detto...

Caro Ale, sono la Bea. finalmente sono riuscita a collegarmi al tuo blog e devo dire che provo un misto fra invidia, ammirazione, curiosità, entusiasmo nel leggere i tuoi racconti...Ti ho pensato spesso, hai una luce particolare negli occhi, trapela dalle foto!! Ti abbraccio fortissimo, buon proseguimento di avventura!!
Un bacio Bea

Anonimo ha detto...

Ciao Alessandro, mi avvicino ogni volta al tuo blog incuriosita dalle bellezze che stai vivendo e affascinata dalle popolazioni che stai incontrando: mondi diversi hanno talvolta in comune persone generose, che ti accolgono senza chiederti chi sei e da dove vieni, ma ti invitano alla loro tavola, nella loro vita.
Buon proseguimento, un abbraccio da lontano! Cinzia

Anonimo ha detto...

In qualsiasi posto meravigioso tu sia, qualsiasi cosa tu stia facendo.......
Tanti auguri di Buona Pasqua!!
Un abbraccio!!

LB