Venti giorni alla partenza, e mi calo sempre più nell'atmosfera che precede il decollo:i preparativi, il volare con la mente, sempre più spesso durante il giorno, a cosa farò appena arrivato e i giorni successivi.
Mi chiedono perchè parto. Perchè un tempo così lungo. Cosa cerco. Cosa mi manca.
Non lo so. Semplicemente parto, forse per cercarmi, forse per perdermi.
Comunque sia per tornare diverso da ora.
Parto per affrontare problemi che qui non ho, per mettermi in gioco e capire qualcosa in più su di me.
O forse non c'è niente di così filosofico dietro questa partenza, ma solo voglia di evadere. Magari da me stesso.
Comunque sia, parto con spirito leggero e consapevole che, anche se con mille incertezze, questa adesso è la strada giusta per me.
Potrò pensare di andare ad est e invece mi incamminerò verso ovest, potrò fermarmi in una città o in un villaggio per un giorno come per un mese.
Potrò prendere il treno per una destinazione lontana, e poi scendere alla prima fermata.
Non ci sono mete precise, solo un'idea da sviluppare sul luogo. Sarà un viaggio basato sull'improvvisazione.