venerdì 30 marzo 2007
Il popolo dei Bahnar
mercoledì 28 marzo 2007
Vietnam
Uscire da un paradiso come Rabbit Island e arrivare (dopo 13 ore di bus) nella strada dei backpakers di Ho Chi Minh City (precedentemente Saigon) e' come svegliarsi da un bel sogno con un gran schiaffone. Uno shock! HCMC e' una citta' enorme e la zona turistica brulica di attivita' commerciali connessa a tale fenomeno. Arrivarci alle 21,30 di sera dopo tale viaggio risulta per lo meno disorientante, ma ormai ci ho fatto l'abitudine e con pazienza avanzo a gomitate tra la folla e tutti quelli che mi vogliono vendere qualcosa e trovo un posto letto in un dormitorio. Esco per mangiare qualcosa e fatti 10 metri si ripete la stessa scena accaduta a Phnom Phen: Adrian (inglese) mi vede dal bar dove sta bevendo una birra e mi chiama a gran voce. Quanto e' piccolo il mondo! Dopo qualche minuto scorgo seduta in un ristorante Jackie (anche lei inglese), una ragazza conosciuta in Laos. Ma allora... e' proprio un punto!!
In questi giorni ho visitato il delta del Mekong (la parte nord della zona) e HCMC: il paese e' molto piu' moderno di Cambogia e Laos: e' veramente arduo trovare qualche scorcio autentico. Quel che si vede con i tour organizzati e' chiaramente... appunto organizzato alla belleposta e spostarsi autonomamente e' mooolto ma mooolto difficile e a volte frustrante (oggi nell'arrivare nella citta' di Kon Tum ho chiesto all'autista del bus di scaricarmi prima della stazione per non dover prendere un'altro mezzo (come fanno tutti i locali, del resto). Sembrava tutto ok. Poi arrivati sul posto si e' rifiutato adducendo problemi con la polizia..... CHE NERVI!! FANNO QUELLO CHE VOGLIONO LORO!! Ho sentito ormai parecchia gente che e' scappata da questo paese per problemi del genere o altri legati a truffe e raggiri. Bisogna stare molto accorti e cmq la liberta' di movimento... e' limitata). Quindi niente di notevole da raccontare. Almeno per me: trovo il Vietnam molto poco affascinante e piuttosto artefatto e RUMOROSO. Non vi dico cosa sono le strade: un continuo BIIIIP BIIIIIIPPPP, BOOOOP di clackson e fumi di scarico velenosi: per questo quasi tutti viaggiano con la mascherina calcata sul viso. Cmq tra i luoghi visitati c'e' un tempio di una strana religione che si chiama (impropriamente perche' il vero nome e' molto piu' lungo) Cao Dai (vedi foto) e che e' un'insieme di buddismo, cristianesimo, taoismo ed altro.
Stanco del casino e del caldo asfissiante (quanto mi manca la "mia" isoletta!!) ho deciso, in compagnia di Adrian, di uscire dal percorso piu' battuto e ho visitato Dalat, nelle montagne dell'interno. Effettivamente il fresco non si e' fatto attendere e ha perfino esagerato: ci siamo presi un po' di pioggia che nel pomeriggio ormai non manca mai. Pero' abbiamo fatto in tempo a scalare una montagna di 2169 mt. Ritornare all'hiking in montagna mi ha proprio rinfrancato.
lunedì 19 marzo 2007
Paradiso privato
Questa volta non scriveró a lungo e di molti luoghi, solo di una splendida isoletta posta all'estremo sud-est della Cambogia. Infatti dopo essere arrivato a Kampot ho deciso di seguire il consiglio di un tipo incontrato all'Elephant Festival in Laos: Rabbit Island.
Su questa piccolissima isola (la si puó girare tutta in circa due ore) non c'é elettricitá ne acqua corrente, solo pochi bungalow, qualche mucca, qualche gallina, qualche pescatore, tante pame da cocco e tanta, tanta, tanta pace. Ho passato quattro giorni come in paradiso, facendo assolutamente niente. Sdraiato sulla mia amaca a leggere, nuotando nel bel mare e mangiando il piú buon pesce della mia vita. Credo che qualcuno stia diventando invidioso, quandi mi fermo qui e vi lascio a guardare alcune foto che cmq non rendono giustizia al luogo. Domani verso il Vietnam.
Alla prox.




Su questa piccolissima isola (la si puó girare tutta in circa due ore) non c'é elettricitá ne acqua corrente, solo pochi bungalow, qualche mucca, qualche gallina, qualche pescatore, tante pame da cocco e tanta, tanta, tanta pace. Ho passato quattro giorni come in paradiso, facendo assolutamente niente. Sdraiato sulla mia amaca a leggere, nuotando nel bel mare e mangiando il piú buon pesce della mia vita. Credo che qualcuno stia diventando invidioso, quandi mi fermo qui e vi lascio a guardare alcune foto che cmq non rendono giustizia al luogo. Domani verso il Vietnam.
Alla prox.

giovedì 15 marzo 2007
Angkor Wat
venerdì 9 marzo 2007
Cambogia
domenica 4 marzo 2007
Verso sud
Decido di prendere il bus notturno per il sud. Questo genere di autobus viene chiamato VIP perche' costa una cifra (15 dollari per la mia meta), dato che si suppone (e in parte e' vero) che sia piu' confortevole dei bus ordinari, ti danno la cena (un pugno di riso con una fetta di carne grassa) una bottiglia di acqua e un lenzulino per proteggersi dall'aria condizionata sparata al massimo, ed e' piu' rapido perche' non fa fermate intermedie. Arrivo a Pakse' dopo 9 ore di viaggio, verso le 6 di mattina. Devo dire che non e' andata male, sono riuscito a dormire quasi tutto il viaggio.
Pakse' e' una vera schifezza. Una grossa citta' di frontiera (passa di qua' molto del commercio con la Thailandia) e uno snodo dei trasporti fra il sud e il resto del paese. Decido di visitare, prima di dirigermi ancora piu' a sud, una delle mete piu' gettonate della zona.