mercoledì 31 gennaio 2007

Cucina Thai

Chiang Mai e' una grossa citta', piena di turisti e abbastanza incasinata. Certo non come BKK ma ci si avvicina. E' la piu' importante citta' della tailandia del nord e ospita quasi lo stesso numero di templi della capitale, anche se in un'area molto piu' contenuta. In un piccolo spazio del centro della citta', delimitato da poche vie, si concentra la zona turistica con tantissimi locali: centri massaggio, bar, bar per chi cerca compagnia, ristoranti, innumerevoli agenzie di viaggio che organizzano tour sui monti circostanti, librerie, hotel, guest house di tutti i livelli, negozi di tessuti e confezioni. Ai margini della zona turistica c'e', di sera, un enorme night market dove si possono trovare oggetti di ogni tipo (simile, ma composto quasi solo da bancarelle sulla strada, al Chatuchak market di BKK). L'altra sera sono andato a fare un giro e mi e' piaciuto mangiare ad una piccola bancarella dove, saputo che sono italiano, il proprietario mi intrattenuto parlando di calcio (e che ne so io??). Mi piace l'aria frizzante che si respira in questa citta' (un po' troppo inquinata, pero').
In questi due giorni di permanenza ho deciso di farmi un altro regalo: un corso di cucina Thai. Mi sono divertito un sacco ad assistere alle lezioni in cui veniva illustrata la preparazione di vari piatti, ma ancora di piu' mi e' piaciuto preparali. Infatti ogni allievo aveva la sua postazione di lavoro, con il coltello, il tagliere, vari mestoli, il wok (una padella con il fondo tondo) e il fornello. Ho trovato la scuola che ho scelto molto prof. (da quello che ho letto e' la piu' conosciuta). Se vi interessa si chiama Chiang Mai Thai Cookery School. I piatti della tradizione locale sono quasi tutti MOOOOOOLTO piccanti (vengono usate tante spezie fresche e secche, tante non le ho mai viste in Italia), cosi', quando e' toccato a me preparali, ho potuto dosare il peperoncino (i vari tipi di chilly) a mio piacimento. Visto che poi ogni piatto lo si mangiava appena finito. Stessa cosa dicasi per la salsa di pesce, utilizzata spesso al posto del sale. Chiaramente tutte le conversazioni e le lezioni venivano tenute in inglese, ma devo dire che non ho avuto particolari problemi nel seguirle. Altra cosa e' stata interloquire con i partecipanti, quasi tutti inglesi, statunitensi o australiani. Quando si mettono a parlare tra di loro.... e chi li segue piu'!! Ho anche conosciuto una tipa simpatica e cordiale (Daniela) che e' nata in USA, ha vissuto 8 anni in Italia (complimenti per l'ottimo italiano) e ora vive in germania vicino al circuito del Nurburgring (correva in moto!!). Ciao Dani!
Chi volesse assaggiare qualche piatto preparato da me sono aperte le prenotazioni (se potete aspettare un po'...). Un piatto... 100 baht :-)
Domani direzione nord.
Alla prox.

lunedì 29 gennaio 2007

Cowboy e saloon

Ebbene si! Sono riuscito a dormire in un Sawngthaew (questa e' la dicitura corretta, o quasi). Infatti durante il viaggio di 6 ore (aaaaaaarghhhhhh) da Mae Sot a Mae Sariang sono riuscito, anche grazie alla posizione vicino alla cabina che mi sono guadagnato come primo a salire, a schiacciare qualche pisolino. E meno male! Non finiva piu'. Ma alla fine, come dubitarlo, sono arrivato in un paesino costituito da due strade parallele, una lungo il fiume, e qualche traversa. Tutto e' raggiungibile in 10 minuti a piedi. Insomma un piccolo, assonnato, simpatico pesino meta di viaggiatori che hanno voglia di fare trekking e/o gite sul fiume Salawin e sul parco nazionale omonimo. Visto che io il tour/trek lo avevo gia' fatto a Um Phang decido di farmi, il giorno dopo perche' ero cotto dal viaggio, un bel raid in scooter. Lo affitto per 200 Baht (poco piu' di 4 euro per tutto il giorno) e mi dirigo verso il confine col Myanmar perche' mi hanno detto esserci un paesino caratteristico. Dopo circa un ora di scorrazzamento per le strade Tailandesi (che bello ritrovare le sensazioni di liberta' gia' provate in moto) arrivo alla meta. Il paesello e' costituito per lo piu' da capanne di canna e frasche montate su specie di palafitte per isolarle da terreno nel perido delle pioggie. Tanta miseria in giro. Tutte le case sono costruite sulla strada, da un lato, e sul burrone che da sul fiume, dall'altro. Di solito hanno una o due stanze, senza porta, solo una piccola ringhiera, di solito di bambu'. Tutte, quasi, le attivita' sono svolte o nelle due stanze (a vista dei passanti), o sulla soglia, o immediatamente fuori. Chi taglia stecche di bambu', chi cucina, chi allatta un bambino, chi gioca, chi e' indaffarato in mille attivita' quotidiane. Tantissimi salutano con un internazionale "Hello". Evidentemente e' ancora un piccolo evento vedere qualche Farang (pronunciato Falang), straniero, da queste parti. Dalla riva del fiume, adesso che e' la stagione secca bisogna scendere un dislivello dalla strada di circa 20 metri, partono battelli per il parco nazionale Salawin. Siamo sul confine. Visto il tutto, e pensando ci sia ancora qualcosa da vedere decido di continuare sulla strada verso sud che presto diventa sterrata. A tratti e' quasi impraticabile, ma, mi dico, migliorera. Sbagiato!! Peggiora!! Tengo duro ancora 15 minuti poi, dopo essermi massacrato la schiena e il deretano per le buche, decido che e' ora di tornare. Finisco la giornata... dal barbiere!! Questa la voglio proprio raccontare bene. Avete presente quelle scene dei film western dove il cowboy, lercio e trascurato, arriva in citta' e va dal barbiere? Ecco, uguale. Con la barba e i capelli di 17 giorni varco la soglia di un... una... insomma si... ecco... tipo un garage. Di legno, anche il pavimento, che e' coperto di capelli. Sull'unica poltrona c'e' gia' un avventore e, a gesti chiedo se posso essere il prossimo. Il barbiere ha una mascherina tipo quelle dei chirurghi, e dapprima cerca di dirigermi dall'altro strada della strada dove c'e' una parrucchiera. Io, che so' uomo, insisto e, dopo il suo consenso, mi siedo e aspetto il mio turno. Quando tocca a me mimo che voglio la rasatura a zero e il taglio della barba salvando il pizzetto. Il tipo grugnisce che ha capito. Sul muro di fronte a me oltre allo specchio e ad una mensola con qualche boccetta, rasoio, pettine e poco altro sono appese tre macchinette per i capelli ad altrettanti chiodi. Con una di queste i capelli sono sistemati in poco tempo. Ma il bello deve venire: con un minuscono pennello da barba il Figaro di Mae Sariang stempera un po' di crema da barba e, senza prima accorciarla in nessun modo comincia a tagliarmi il pelo del viso. Vengo disteso completamente e con mano esperta e un rasoio di quelli di una volta (a cui ha cambiato la lametta) il tipo mi taglia la barba. Ma fa un male caneeeeee!!! I peli avrebbero dovuto essere accorciati, suppongo. Da bravo cowboy non mi lamento. Quando finito mi viene messa una pezzuola sul viso. Ma e' alchool!!!!!! Che prova. Tengo duro. Un'altra pezzuola umida mi finisce sugli occhi e... il tipo mi fa un massaggio alle spalle e ad ogni braccio e mano. Non me lo aspettavo. E' molto piacevole. Pago, soddisfatto, 40 baht (meno di un euro!!) con il sorriso sulle labbra. Un'altra piccola avventura. Rasato e poi lavato finisco la giornata in un risto-bar molto singolare: i tavoli sono alti una trentina di centimetri e ci sta sdraiati appoggiati su grossi cuscini, un po' come facevano i romani. Vista sul fiume, musica piacevole, proprietarie socievoli. Scambio qualche parola con un canadese (si occupa di costruzioni ed e' tornato que' nel paese dove ha vissuto per 6 anni da piccolo) e un tipo di Singapore (avvocato scappato dal casino). Il giorno dopo (oggi) prendo il bus vs Chiang Mai e... vi racconto la prossima volta perche' anche oggi ho viaggiato 5 ore.
Alla prox.

venerdì 26 gennaio 2007

Trekking

Um Phang e' un paesino spertudo nelle montagne vicino al confine col Myanmar che si trova a 5 ore di Songteaw da Mae Sot. Il Songteaw e' un veicolo misto passeggeri e merci ricavato da un pick-up, di solito un Toyota o un Isuzu (nota per Andre), dove sono state installate due panche e una tettuccio rinforzato con portapacchi/portapersone. A mio avviso l'aggeggio aveva una capacita' di carico di 10 persone. Durante il viaggio da Mae Sot verso Um Phang ci siamo ritrovati in 23 piu' bagagli e merci varie!! Piu' stipate delle sardine!! Con alcuni dei passeggeri che stavano sul portapacchi e altri appesi all'esterno, con i piedi sul piano di carico abbassato e aggrappati al portapacchi. Questo tipo di mezzo di trasporto e' il piu' utilizzato sia in citta' che per i collegamenti fra le cittadine, soprattutto se in montagna. Potete immaginare in che stato si arriva dopo 5 ore di sali e scendi!
Um Phang vale la pena del viaggio, non tanto per il paese in se (cmq carino) tanto per le escursioni che si possono fare nei dintorni. Questa localita' e' molto conosciuta tra i Thai, meno dai turisti occidentali, per via delle cascate Tee Lor Su (la sesta piu' grande del mondo). Insieme a un tipo di Milano, una di Bergamo, uno inglese e una spagnola conosciuti sul posto mi sono regalato (2000 bhat!!) un tour di 2 giorni/1 notte che ha compreso: rafting (discesa del fiume su gommone, senza rapide), nuoto libero nel fiume, bagno nelle sorgenti di acqua calda (sono arrivati anche 10/15 turisti Thai che hanno si sono immersi nella pozza di acqua calda con tutti i vestiti e i giubbetti salvagente, che buffi!! Molto pudichi!), visita nella caverna con le torce, sosta per la notte in tenda in un area attrezzata (io ho dormito all'hotel One Million Star :-)), visita alla cascata in piu' punti, bagno nelle pozze della cascata e vari tuffi da un salto all'altro (5 metri, che fifa la prima volta!!), trekking di 4 ore nella foresta e infine giretto in zattera di bamboo. Che figata!! Mi sono divertito un tot! Il tipo (emigrato dal Myanmar) che ci ha fatto da guida e' un tipo validissimo che tratta i suoi ospiti con infinta cura. La guida che tutti vorrebbero. Oggi, ci siamo sciroppatti nuovamente il Songteaw tra Um Phang e Mae Sot (ancora 5 ore stipati con gente di ogni eta' e tipo (anche bimbi lattanti); due le ho passate appeso dietro!!). La coppia anglo-spagnola si dirige verso sud. Invece, per noi tre domani rotta verso nord. Di nuovo Songteaw per arrivare a Mae Sariang (6 ore se tutto va bene!!)
Stracciato, ma molto contento, vi mando un saluto.
Alla prox

lunedì 22 gennaio 2007

Thai Nord-ovest

Devo dire che la Tailandia si sta veramente rivelando piu' facile da girare del previsto. A detta di molti, infatti, negli ultimi anni si e' molto attrezzata per i turisti. Devo inoltre dire che tutti sono sempre molto disponibili, anche se non compri niente da loro. L'unico problema e' ovviamente la lingua, quando ti trovi sprovvisto di locali che parlano inglese. Quando lo fanno poi e' abbastanza difficile capirli per via della tipica pronuncia orientale (loom=room laight=right). Quando si vuole raggiungere una destinazione dovendo fare cambio mezzo (bus) una volta sceso dal primo c'e' sempre qualcuno che sembra ti stia aspettando e ti dice qual'e' il veicolo che si dirige vs dove sei diretto. In questi ultimi giorni abbiamo (io e i due irlandesi) preso treni e bus e visitato Sukhothai (a dodici km dalla citta nuova c'e' quella antica con un immenso sito storico dell'eta' Khmer (ormai ne ho visti abbastanza, meno male che da ora in poi si va nella natura, per monti). In serata abbiamo incontrato un tipo di Torino (altri canadesi, portoghesi, italiani, spagnoli, francesi, svizzeri li abbiamo incontrati sul bus) in giro da 4 mesi (aveva gli occhi che brillavano quando raccontava cio' che aveva visto) e ancora con due a disposizione. Un tipo di Tarragona (un'ora di macchina da Barcellona) proviene dall'india (2 mesi in giro) e fara' anche lui il giro dell'asia. Poi un tipo delle Hawai (matto che fa spanciare dal ridere), un canadese, una ragazza olandese di 21 anni in giro da sola per 4 mesi prima di cominciare l'universita'. E' bellissimo (forse l'ho gia' detto) incontrarsi cosi' casualmente e cominciando da "Where do you come from?" si parla del viaggio fatto, da fare, di consigli (Carlo di Torino e' una miniera di spunti), di usi e costumi del proprio paese etc etc. Questa volta ci siamo ritrovati in 3 italiani ed e' buffissimo che essendo ormai abituati a parlare in inglese ci si rivolga in questa lingua anche tra di noi!! :-) Oggi sono a Mae Sot, al confine con il Myanmar. E' una tipica cittadina di frontiera, piu' sporca delle altre, e per la prima volta ho avuto qualche conato mentre attraversavo il mercato diurno. Carne, pesce, rane, molluschi, crostacei, frutta, verdura, puzza, puzza, puzza. La gente qui' e' diversa, forse per il fatto che molte etnie si sono incontrate qui'. E' la sede di un campo profughi provenienti dal Myanmar e in giro ci sono molti posti di blocco. Ci sono state tensioni in tra i due paesi in un recente passato.
Ringrazio chi mi sta scrivendo i commenti, mi fate sentire vicino a voi anche a questa distanza.
Ci sentiamo... la prox. Sawadee khrap!!

venerdì 19 gennaio 2007

Sawadee




Settimo giorno di viaggio. Di gia'??!!? Come passa il tempo quando... si gira come trottole. Dove eravamo rimasti? Di ritorno da mercato Chatuchak. Come anticipato il giorno seguente sono andato a fare il turista. Utilizzando i vari traghetti che girano su e giu' il fiume nella parte ovest della citta' ho potuto facilmente raggiungere i vari templi che vale la pena vedere. Non mi metto ad elencarli perche' hanno nomi che mi ci vorrebbe un ora solo per scriverli. BTW (cmq in inglese, tse') il primo e' un grande complesso che comprende il palazzo reale (abitato dal re solo in occasioni speciali come compleanno e altre cerimonie religiose) e un Wat (tempio comprendente varie costruzioni). Il palazzo contiene due sale del trono ed e' costruito da vari edifici ma non e' poi cosi' interessante (non ditelo ai Thai perche' sarebbe un'offesa al Re e per questo si va in galera!!). La parte del Wat invece e' splendida. Un Chedi (sorta di Stupa. Si, ma cosa e' uno stupa? Ehh, ma vi devo proprio dire tutto...! E' una costruzione a forma di campana allungata che di solito contiene reliquie di Buddha o re del passato) tutto dorato risplende e all'interno di un tempio una statua di giada del Buddha, anch'essa dorata, riceve le preghiere dei vari pellegrini (i luogo e' molto visitato dai Thai che sono molto devoti, anche al Re). Nota: bisogna togliersi le calzature prima di entrare in un tempio (e in molti negozi e Guest House). Mi dirigo al prossimo wat, Wat Pho, che contiene un'enorme statua reclinata del Buddha. Nella simbologia buddista questa posizione ritrae The Lord nel momento dell'illuminazione. E' anch'essa dorata con i piedi di madreperla (Mother-of-the-pearl in inglese, questo mi ha fatto ridere nel leggerlo), lunga 46 metri e alta 15. Veramente imponente. Ovunque gente che si
inginocchia con tra le mani giunte alcune bacchette di incenso, una candela, un fiore di loto e una fogliolina d'oro. Sono le offerte che verranno poste negli appositi spazi. L'atmosfera in ogni tempio e' molto rilassata e raccolta. Prossima meta, Wat Arun. Si deve attraversare il fiume (3 bhat, 6 centesimi di euro). Si tratta di un Wat in stile Khmer, antico ed e' tutto ricoperto di piastrelle multicolori. Beh, per oggi (15-01-2550 in anni Thai) e' tutto. Ritorno alla Guest House (d'ora in poi GH), passando per il Wat vicino e assisto alla preghiera dei monaci prima della chiusura. Ascoltare il salmodiare i mantra dei monaci e' molto affascinante. Cena e a nanna.
Il 16 parto per Kanchanaburi perche' sono in attesa del visto per il Laos richiesto tramite la GH. Kanchanaburi si trova a circa 100 km a ovest di Bangkok ed e' situtata lungo la riva del mitico fiume Kway (Kwae in thai). Per raggiungerla ci sono due treni al giorno e il viaggio dura 3 ore. Visto che il treno e' molto vecchio e ci sono solo panche di legno potete immaginare in che stato era la mia schiena e il mio bottom al mio arrivo. Come al solito molti si offrono come taxi o tuk-tuk (sorta di Ape Piaggio con sedili sul cassone). Io... vado a piedi. Anche se la borsa pesa (sto meditando di lascire qualcosa per strada...). Raggiungo la zona delle GH (la cittadina e' molto turistica) e mi sistemo in una molto particolare (Blue Star GH). Una parte dei bungalow e' costruita su palafitte, un'altra su un alberi! Il posto e' molto accogliente. Nel pomeriggio visito il cimitero, degli alleati, della seconda guerra mondiale. Il luogo e' stato infatti teatro dei famosi eventi raccontati nel film "Il ponte sul fiume Kway". Il vicino museo racconta esaurientemente le vicissitudini dei prigionieri di guerra che furono costretti a costruire una linea ferroviaria lunga piu' di 400 Km per collegare la Tailandia con la Birmania (oggi si chiama Myanmar). Il tutto in 16 mesi invece dei 5 anni che sarebbero occorsi. Mi reco poi al ponte. Abbastanza anonimo, con i suoi piloni di cemento e le campate in ferro. Tanti turisti lo affollano. Si puo' attravesare (attenzione: niente balaustre!). Mentre ero li e' passato il treno e la gente scappava per raggiungere le rive in tempo (cmq, andava molto piano). Foto di rito (ne vedete una). Domani si torna a BKK (ancora 3 ore sul quel treno? Noooo) per l'ultima notte nella capitale (finalmente!).
Il 18 raggiungo la stazione dei treni per il nord. Prossima tappa Ayutthaya (1, 5 ore da BKK col treno espresso). La citta' e' sede di varie aree dove sorgono templi e costruzioni dell'era Khmer. Ayutthaya e' stata la capitale della Tailandia prima di BKK. Affitto una bici per fare il giro dei vari siti (e' un caldo che si schiatta, peggio che da noi in agosto!! Ma io resito!!). Il locale ufficio del turismo dispone di cartine della citta' e propone i luoghi di maggior interesse. Gli addetti sono molto cordiali ed efficienti. Dopo la visita, esausto, torno alla GH (P.U. GH). Docciato vado al mercato notturno (ogni citta' ne ha uno o piu'). Ormai ne ho visti alcuni ma non mancano di impressionarmi, soprattutto per i vari carretti che cucinano e vendono di tutto. Mangio presso uno di loro che ha approntato una sorta di ristorante all'aperto. Riso con maiale e noodles con pollo. Poi presso una piccola bancarella acquisto dei "frutti" che sono estratti da un grosso "fruttone", grande come un cocomero. I vari "frutti" sono gialli, dolci e della consistenza un po' piu' soda di un'albicocca. Soddisfatto faccio un giro nel marasma e torno alla GH dove conosco una tipa di Zurigo che sta facendo le vacanze con un'amica. Mi vergogno per quanto e' scadente il mio inglese, ma con la comprensione della mia interlocutrice riesco a scambiare qualche idea e qualche impressione di viggio. Continuo ad avere confeme del fatto che negli altri paesi europei, soprattutto nordici, il sistema di insegnamento dell'inglese e' molto migliore del nostro. Il giorno dopo, oggi 19/01/2550 ho preso il treno per Lopburi, a nord di Ayutthaya circa 75 Km. Tempo di percorrenza 1,5 ore. Sul treno il capotreno ha raccolto alcuni di noi turisti e ci ha fatto sedere nella prima carrozza. Indovinello: perche'? Risposta: perche' e' la carrozza dove entra meno polvere e fumo della motrice diesel. Che riguardi, vero? E si trattava cmq di un treno di terza classe. Sul treno faccio amicizia con una tipa di Dublino (Ireland) e con suo figlio di 16 anni. Passeranno 6 mesi in asia, pressapoco nei paesi che visitero' io. La tipa, 37 anni, dice che si e' licenziata per fare questo viaggio con il figlio che, finito un livello di scuola, ha un anno sabbatico (la funziona cosi') prima di tornare a scuola per altri 2 anni e andare poi al collage (univ.). All'inizio pensavo fossero una coppia, magari assortita in modo particolare... Parliamo a lungo, (sono molto comprensivi...) e giunti a Lopburi cerchiamo una GH. Alla prima che troviamo, segnalata dalla LP, ci fermiamo e prendiamo una camera con 3 letti. Buono per risparmiare! Facciamo insieme il giro per la cittadina che ospita alcuni templi Khmer. Non sono particolarmente interessanti, tranne uno che ospita una nutrita colonia di scimmie. I turisti entrano con una bustina di semi e li offrono alle bestiole. Bisogna stare attenti pero' che non ti salgano addosso o non ti rubino qualcosa. Non c'e' altro da fare cosi' decido di lenire il disagio per la calura con una doccia e giungo a questo internet point (ha l'aria condizionata, che bello!) e tra una interruzione della linea e l'altra eccomi qui' a ragguagliarvi. Alla prossima.

domenica 14 gennaio 2007

Prima tappa.


Ieri sono arrivato in orario all'aereoporto di Bangkok e subito ho dovuto (in quanto io, un'altro magari ci sarebbe riuscito) rinunciare alle mie intenzione di fare il viaggiatore e non il turista (la cosa, purtoppo si sarebbe ripetuta). Infatti avrei voluto raggiungere la zona delle guest houses (la mitica, in tutti i sensi, kao san road) con il bus pubblico. Ma proprio non sono riscito a sapere da dove partissero e quale numero avrei dovuto prendere. Della cosa e' responsabile anche un po' la stanchezza (gia' trovo scuse...) visto che non sono quasi riuscito a chiudere occhio durate il volo (11 ore) e avevo proprio voglia di trovare la sistemazione (anche qui' c'e' da dire, leggi dopo) e andare a letto. Quindi prendo il ben segnalato bus turistico (AE2) di collegamento tra aeroporto e centro citta' e in circa un ora arrivo all'inizio di Kao San Road. Da segnalare, sul tragitto, l'improponibile traffico di ogni tipo di mezzo lungo tutte le vie di ogni grado e tipo. Che casino!! Visto che avevo deciso di non prenotare nemmeno la prima notte (sempre estremista, io... la prossima volta...) mi sono diretto verso la zona, appena fuori Kao San, dove sapevo esserci un discreto alloggio (letto in internet). Ma... FULL!!! E la cosa si ripetera' per altri 5 alberghetti (ce ne sono tanti pero' mi dico...) Chiaro che a prezzi alti (relativo, visto che si tratta di 25 euro) il posto te lo trovano ma per chi viaggia all'insegna del risparmio e' tutto full! Oh oh e allora? Prima di disperare provo in un'alro, piccolo, segnalato sulla Lonley: mi dicono FULL, poi un tipo mi dice che se mi adatto... Vediamo, dico io. Mi mostrano la, il, ehmmm non so come chiamarlo. Dico solo che non c'e' finestra (mi viene in mente qualcuno che nemmeno il bagno lo vorrebbe cieco...) e le finiture (ha ha ha)... Il bagno e' chiaramente nel corridoio. Il tutto mi ricorda MOLTO, la stanza che aveva Di Caprio nel film The Beach. Beh, insomma, accetto. Voglio solo dormire. Si e' fatta sera. Prima di coricarmi voglio dare un'occhiata in giro e esco nella... bolgia. E' un mega insalatone di turisti di ogni tipo (tante variati di backpacker), guidatori di tuk-tuk e taxi con il loro mezzo, venditori di cibo di ogni tipo, negozianti, prostitute che cercano "avventori", etc etc etc. La musica, le luci al neon colorate, gli odori di cibo misti ad altri non individuabili, fanno l'atmosfera. Un casino al cubo. Proprio quello che... non voglio. Scappero' da qui' appena ottenuto il visto per il Laos (ma ci vorranno circa 3/4 giorni, visto che sono arrivato di sabato). Dopo il giro e mangiato un piattino di... spaghetti di riso e verdura, credo, vado a letto. Il rumore della strada e' assordante e allora... tiro fuori i tappi per le orecchie. Nonostante questi, fose per la tanta stanchezza, non chiudero' occhio per varie ore.
Ho puntato la sveglia alle 6 ma, causa i tappi, non la sento. Mi alzo alle 7.30 ed esco cmq prima di quasi tutti. La foto infatti e' quella di Kao San Road vuota, immaginatevela con quanto detto sopra! Faccio visita ad un Wat (tempio buddista) vicino, assito alla cerimonia di due ragazzi che diventano monaci e dopo la colazione cerco... un'altra guest house. Dopo qualche tentativo la trovo (tutto come sopra ma ameno c'e' la finestra e il tutto e' piu' decente) e decido di andare, visto che e' domenica, a vedere il mercato del fine settimana di Chatuchak. Per raggiungerlo prendo un battello e poi lo skytrain. Il mercato e' impressionante per dimensione e quantita'/scelta di oggetti venduti. Da ogni tipo di frutta (ma quanta ce n'e' che non conosco) a... i cani, passando per il pesce essiccato e ogni tipo di abbigliamento e cibo e arredamento. C'e' una bolgia indescrivibile. Potrei paragonare questo mercato al suk di Marrackesh (ma si scrive cosi'?). Diverso pero'. Meno facce losche. Tutti si rivolgono con un sorriso e un "sawasdee kaa" (anche qui invento come si scrive). Compro un paio di infradito e un paio di pantaloni leggeri di cotone che chiamano "da pescatore". Poi, stravolto dalla stanchezza e dal caldo (tanto!!) rifaccio la strada a ritroso e... mi fermo in questo internet point per aggiornare il blog. Domani giro per templi e canali. Ciao.