giovedì 15 marzo 2007

Angkor Wat

Come era prevedibile la visita di uno dei "luoghi interessanti" di Phnom Phen, il Tuol Sleng (o S-21) e i Killing Fields a quindici Km fuori cittá mi hanno lasciato abbastanza scosso. Il Tuol Sleng é il luogo dove (nella capitale) i Khmer Rossi dal 1975 al 1979 hanno rinchiuso, torturato in ogni maniera fisica e psicologica una buona parte dei due milioni (dico DUE MILIONI) di vittime del regime piú sanguinario della storia. E i Killing Field (dal famoso film) sono uno dei campi dove, in tutta la Cambogia, le vittime venivano uccise utilizzando tutti i mezzi a disposizione. Capisco che ora non abbiate voglia di sorridere, é la stessa sensazione che mi ha preso durante la visita. E per questo non ve ne parlo piú diffusamente. Torturato (anche io) dalle zanzare che nella zona della GH dove alloggiavo (lake side) pareva volessero vincere il guinness dei primati in quanto a concentrazione (ne ho contate 20 solo nel mio bagno) sono scappato e ho raggiunto Siem Reap. Questa cittadina risiede a pochi chilometri dal famosissimo sito archeologico di Angkor Wat. La cittá in sé offre ben poche attrattive, solo una moltitudine di hotel e locali di ogni sorta e un intrico confuso di strade data la vertiginosa e frettolosa crescita urbana. Questo centro é infatti il piú visitato di tutta la Cambogia. E non senza merito: l'area archeologica é spettacolare. Credo non ci sia nulla di simile al mondo. Affascinante, ed enorme, richiede qualche giorno per poter essere visitata solo un minimo. Gli appassionati possono perdersi per settimane nell'ammirazione delle strutture degli edifici, della bellezza dei bassorilievi, della magica atmosfera da Tomb Raider che regna nei luoghi culla della cultura Khmer del XII e XIII secolo. Io vi ho dedicato due giorni. Il primo ho noleggiato una bici e ho visitato il Piccolo Circuito che comprende i luoghi piú famosi (compreso lo stesso Angkor Wat propriamente detto, la cui facciata é anche riportata sul vessillo nazionale). Non fatevi trarre in inganno dalla dicitura Piccolo Circuito, avró pedalato per piú di 50 km!! Che bello peró. Davvero é difficile descriverlo a parole. Bisogna venire a vederlo (che aspettate? che cada sotto i passi delle orde di turisti che ogni giorno salgono e scendono dalle pietre secolari?). Il secondo giorno ho affittato, insieme alla ragazza tedesca con cui condividevo la stanza della GH (e non fate i furbi!), un motodop: una sorta di risció nel quale al posto della bicicletta c'é uno scooter. Con questo mezzo abbiamo potuto visitare i monumenti piú lontani (uno a 25 km!). Angkor Wat mi é piaciuto un tot, consiglio vivamente, anche se ovunque si viene assaliti da venditori di frutta, tessuti, magliette e bevande. No, Thank you. Te, ow khon. Quante volte l'avró detto? Alla fine della giornata il driver ha cercato di caricarci il doppio del prezzo concordato ma... niente da fare. Due giorni fa ho lasciato Siem Reap e in comode 11 ore di bus ho raggiunto la cittá sul mare di Sihanoukville (Khompong Som). Appena arrivato... ho avuto voglia di scappare. Trovata una GH ho fatto un giro per trovare un locale per cenare. E sono stato investito dall'atmosfera del luogo: locali in riva la mare (assomiglia alla nostra costa adriatica), musica assordante e tante drinking girl che cercavano di farmi entrare nel locale che le pagava. Oggi, ottenuto il visto all'ambasciata del Vietnam (visto lampo: 20 minuti!) ho trovato un taxi collettivo e ho raggiunto Kampot, a poco piú di 100 km a est. Questa piccola localitá assomiglia ad un paesello del Far West, ma ha una sua particolare atmosfera che puó piacere a chi come me predilige i luoghi tranquilli dalle bolge. Domani raggiungeró l'isola dei conigli, dove non c'é elettricitá ma belle spiagge isolate dove finalmente potró fare il bagno in mare che ho rimandato a Sihanoukville. Sapró essere piú preciso la prox. Intanto, come qualcuno mi ha ricordato, ho passato la boa di metá viaggio.

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