venerdì 9 marzo 2007

Cambogia

Di ritorno da Tat Lo sono ripassato per Pakse' e in un modo o nell'altro (quaggiu' fanno un po' quello che vogliono loro...) ho raggiunto la zona chiamata Si Phan Don (quattromila isole). Whow! Whow! Whow! C'e' da rimanere senza parole. In questo punto il Mekong si allarga moltissimo e nel suo letto sorgono una miriade di isole e isolette. Alcune sono abitate. Le piu' grandi e frequentate sono Don Khong, Don Det e Don Khon. Le ultime due sono collegate tra loro tramite un ponte costruito dai francesi durante l'epoca coloniale. Io ho trascorso tre bellissimi giorni di ozio, letture e passeggiate a Don Det. Su questa isoletta i contadini e i pescatori hanno costruito dei bungalow affacciati sul fiume e l'atmosfera e' un po' quella da paradiso terreste. Tutt'intorno crescono palme e bamboo, nell'interno ci sono i campi di riso (secchi in questa stagione) e basta scendere le scale del proprio bungalow per tuffarsi nel Mekong che non ho mai visto piu' verde. Non c'e' energia elettrica. Solo dalle 18.00 alle 22.00 un po' di luce e' garantita dai generatori diesel (unica stonatura il rumore che guasta un po' l'atmosfera). Un giorno sono andato su Don Khon a vedere le rapide che il grande fiume produce in quel punto. Ancora Whow! Spumeggiante tra rocce scure fa veramente timore. E pensare che durante la stagione delle piogge i pescatori vi si avventurano per pescare con le trappole costruite con il bamboo. Per il resto del tempo ho oziato sull'amaca del mio bungalow e ho mangiato squistiti prodotti da forno! Un ragazzo australiano ha pensato di venire a fare il panettiere quaggiu'. Alle undici impasta il pane e gli squistiti dolci. Poi inforna e vende il tutto (buonissimi, soprattutto per un amante dei dolci come sono io). Alle 17.00 raccoglie l'invenduto e fa il giro delle GH per offrirlo ai pigri turisti. Io, dopo aver parlato un po' con lui, gli ho chiesto: "Potresti fare anche la pizza, di sera." Lui mi ha sorriso e mi ha detto: "Sure. But too much work. I don't need it." Tradotto liberamente fa: "E chi me lo fa fare? Sto bene cosi'" Hai ragione tu Oi (e' il suo nome). Fai bene tu! Ho fatto veramente fatica a staccarmi da Don Det. Ma si deve proseguire, e il visto sta scadendo. Con una compagnia privata ho attraversato gli ultimi chilometri di Laos e dopo aver cambiato tre minivan, preso due traghetti, in circa 7 ore sono giunto a Kratie in Cambogia. Gia' durante il percorso dopo il confine (dove abbiamo dovuto pagare la tangente di 1 dollaro sia dal lato Laos che dal lato Cambogia per ottenere il timbro sul passaporto. Grrrrrr!) ci si accorge che se il Laos e' povero questo paese... di piu'. Soprattutto nel nord. Non so come spiegarlo: le capanne sono ancora piu' povere, la gente ancora piu' mal in arnese, le strade quasi deserte e in uno stato.... indicibile. Con un forte senso di disagio (pensavo di essermi abituato alla poverta') decido di fermarmi solo una notte a Kratie (in una GH con un ragazzo che ha fatto squisitamente da padrone di casa) e il giorno dopo ho preso un bus che mi ha portato in altre 7 ore nella capitale: Phnom Phen. Qui', benche' le case siano in muratura e i veicoli siano anche troppi, la poverta' si percepisce ancora di piu'. Per i mendicanti e i guidatori di tuktuk insistenti, i bambini che vendono di tutto pur di raccogliere qualche soldo, le magrissime mamme con altrettanto magri bimbi piccolissimi stesi sul bordo delle strade... Il disagio cresce. Questa sera sono andato a cena in un ristorante di un'associazione che insegna a cucinare e a fare il cameriere ai ragazzini di strada. Pur essendo un po' sopra il mio budget giornaliero mi ha fatto piacere poter contribuire un po'. Domani visita della citta' e dei Killing Fields. Non credo rimarro' per molto tempo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono sempre belli e coinvolgenti i tuoi racconti, grazie!
Caspita quante esperienze nuove e coinvolgenti che stanno arricchendo la tua anima! Ti siamo sempre accanto, non scordarlo mai!
Un bacio immenso

Alexa

Anonimo ha detto...

Ciao zio, oggi sono stata, con la mamma, a casa tua per prendere la posta e dare un' occhiata che fosse tutto ok...mi sono resa conto che mi manchi tantissimo! Quando torni ti strizzo! Un bacetto

Frency

Anonimo ha detto...

Ciao Nipote, ieri pensavo che hai superato la boa di metà viaggio e che di fatto stai tornando (ma torni?). La zia Bru è preoccupatissima per te i gemellini invece -come sempre- gliene può fregare di meno... Alla prox!