venerdì 9 febbraio 2007

Laos

Dopo tanto riposo in Pai ho raggiunto nuovamente Chiang Mai e vi ho trascorso due giorni, alla ricerca della LP usata del Vietnam. E diversamente dalla scorsa volta... l'ho trovata. Sentendo che il mio viaggio in questo paese era giunto al termine, anche se mi restavano ancora 4 giorni di "permesso" mi sono messo con la prua a levante e dopo aver dormito una notte a Chiang Rai, ho raggiunto Chiang Khong. Qui' c'e' la frontiera con il Laos. Ci si fa mettere il timbro di uscita dal paese, si prende una lancia a motore, si attraversa il Mekong e... si e' in Laos. Infatti questo fiume fa da confine naturale tra i due fiumi quasi per tutta la lunghezza del Laos. Sbrigate le veloci pratiche presso l'ufficio della dogana ho trovato sistemazione in una GH poco lontana e ho cominciato a cercare il modo di raggiungere una citta' del nord via barca. L'unico modo e' prendere una speed boat che oltre ad essere pericolosa e' molto costosa. Allora ho chiesto a qualche turista se voleva condividere la questione ma nessuno vuole andare in quella direzione. Tutti subito verso il sud. Allora, dopo vari tentativi con le "agenzie di tour operator" (lo metto tra virgolette perche' si tratta spesso di bugigattoli), mi rassegno a raggiungere il nord in bus.
In una delle "agenzie di viaggio" il ragazzo che era li' impiegato mi ha chiesto di mangiare qualcosa insieme per cena. Ho accettato e durante la cena mi ha raccontato di tutta la sua miseria cosi' gli ho offerto il desinare e gli ho lasciato una piccola somma di denara. Non la finiva di ringraziarmi. Non so se ho fatto la cosa giusta ma e' quello che mi sono sentito. Riguardo la miseria, e' una cosa di cui ci si accorge subito appena passato il confine. Le strade e le case sono tutte malandate, la gente veste piu' poveramente. L'ho notato anche al mercato diurno dove ho fatto un giro e ho acquistato qualche arancia (qui' in asia sono piu' piccole che da noi ma sono molto dolci, una mezza via tra le nostre arance e mandarini). E l'ho visto anche durante il viaggio che ho compiuto oggi tra Huai Xai (la citta' di frontiera) e Luang Nam Tha (capoluogo di provincia del nord). Tutti i paesini che ho incontrato sono composti per lo piu' da una strada polverosa e capanne di paglia e bamboo. I bambini vestono stracci sudici. Insomma: molta poverta'. Si vede che non sono piu' in Thailandia. E si vede anche dalle strade!! Il viaggio e' durato 6 ore ed e' stato piu' un Camel Trophy che un percorso in autobus. La strada tra le due localita' e' in costruzione e solo pochissimi tratti sono asfaltati. Per la maggior parte del viaggio si passa tra cantieri che aprono varchi tra le montagne, che spianano la terra. E meno male che il bus e' un quattro per quattro. Molto antiquato ma adatto alla strada. Ho anche fatto conoscenza con il modo di viaggiare in Laos: il bus era da 40 posti, ma con sgabelli nel corridoio centrale siamo arrivati a 55-60 passeggeri. Piu' il carico, dentro e sopra al mezzo. Il portapacchi era quasi interamente occupato da... una ventina di scooter!! Non scherzo, erano proprio scooter.
Inutile dire che e' stato abbastanza massacrante, soprattutto per coloro che erano seduti in... corridoio (non io, per fortuna). Ma alla fine si arriva sempre. Luang Nam Than e' una cittadina... con niente da fare e per me e' solo una tappa verso una localita' vicino al confine con Myanmar e Cina. La zona era, ed e' tutt'ora, la maggior produttrice di oppio e derivati grezzi. Nella regione ci sono tante minoranze tribali che hanno trovato tra queste montagne un rifugio scappando dal regime Cinese prima e anche da quello Laotiano poi (quando il paese e' diventato comunista). Spero di conoscere meglio la popolazione e il territorio nei prossimi giorni.
Alla prox.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao zio sono Francesca, domanda ? si mangia bene lì,gli insetti sono buoni?Dormi bene in una stansa brutta
o bella ? Io sto bene e tu? non vedo l'ora di vederti!!!. zio !!! ti voglio bene!!!.Ti saluta anche Matteo e ti vuole bene anche lui. ti ha fatto male è!!!quando ti hanno tagliato la barba però sei stato bravissimo che hai resistito.ti mandiamo un sacco di baci e abbracci ciao a presto!!!
Francesca e Matteo.

Anonimo ha detto...

Ti seguo con grande interesse; non passa giorno che non controlli il tuo blog e devo dire che la frequenza con la quale lo aggiorni è piuttosto regolare.
Dal "tono" del tuo scrivere, ho "sentito" il passaggio del confine fra i due paesi; mi auguro di "sentire", nei prossimi aggiornamenti, il piglio, la determinazione e la serenità che ci hai trasmesso dal paese che hai appena lasciato.
Ciao.
Pa..........
PS.
Ti ho inviato una mail; se l'hai ricevuta dammi un cenno.