
Alla frontiera tra la Thailandia e il Laos, in Huay Xai avevo visto una locandina circa un festival degli elefanti che si sarebbe tenuto il 17 e il 18 Febbraio. Decisi che sarei venuto a vedere e, se possibile, a dare una mano nell'organizzazione. E cosi' ho fatto. Da Udomxai ho raggiunto in bus un piccolo villaggio sul Mekong, Pak Beng e da li, visto che nel pomeriggio non partivano slow boat ho preso una rumorosa, scomoda, pericolosa speed boat (nella foto due speed boat cariche di turisti diretti a Huay Xai)
che in meno di un'ora mi ha scaricato sulla riva destra del Mekong nel villaggio di Tha Suang. Questo piccolissimo paesino e' composto di poche case tipiche, un Wat e due bancarelle che vendono snack e bevande. Mi e' piaciuto subito, cosi' invece di prendere subito il Saengthaew per Hongsa ho deciso di trascorrere qui' il pomeriggio e la sera. Un po' mimando e un po' con l'aiuto di un librino di frasi in lao ho chiesto se c'era la possibilita' di pernottare in loco. Dopo aver parlottato fra di loro alcune donne hanno mandato una bimba per condurmi da un tizio che possiede una casa con due stanze (molto basic). Prendo alloggio e faccio un giro in paese. Mi fermo a giocare un po' con alcuni bimbi (nella foto)
che non la smettono di toccarmi e prendermi per i fondelli per la mia incapacita' di parlare la lingua. Poco distante alcuni giovani giocano alcune partite di uno sport che assomiglia un po' a pallavolo ma nel quale si usano esclusivamente piedi e testa come a calcio. In serata arrivano tre ragazze svizzere che prendono la sola stanza rimasta nella casa. Mangiamo insieme e si uniscono a noi alcuni ragazzi del luogo per cantare canzoni tradizionali (e fare gli occhi dolci alle ragazze). Una bella serata in un luogo ameno. Il giorno dopo raggiungo Hongsa, il luogo dove dovrebbe esserci l'Elephant Festival. Dico dovrebbe perche' arrivando si scopre che, diversamente da quanto pubblicizzato, la manifestazione avra' luogo nel villaggio Viengkeo a circa 4 km da Hongsa. Con l'aiuto del ragazzo che gestisce la GH dove alloggio raggiugno Viengkeo e cerco di contattare gli organizzatori. Li trovo e con mia sorpresa scopro che il tutto e' organizzato da 2 francesi che vivono in Ventiane della ONG ElephantAsia, organizzazione che si occupa della salvaguardia degli elefanti in Laos. Mi presento e chiedo se posso essere d'aiuto. Mi unisco ad un tipo per l'allestimento della segnaletica. Si tratta di sistemare tutti i cartelli, cartelloni, segnali relativi agli eventi dei due giorni di festival. Ci sono anche altri due volontari, un ragazzo inglese e uno di origine laotiana ma che e' appena tornato nel suo paese dopo aver vissuto 27 anni in California (USA). Nei tre giorni precedenti l'evento lavoriamo duro e quando viene il giorno di apertura e' tutto pronto. Nel frattempo ho preso alloggio presso una famiglia del villaggio. Si tratta di moglie e marito (fa il Mahout, addestratore di elefanti) che, come molte delle famiglie del luogo, mette a disposizione la propria casa per i turisti. La casa e' di mattoni e intonaco al piano terreno e di legno a quello superiore. Io e tre giovani giornalisti (due francesi e uno laotiano) veniamo sistemati al piano terreno, nel "salotto", su materassi coperti da reti anti zanzare. Il bagno e' fuori, in una baracca di legno e lamiera. Nel cortile scorrazzano galline a anitre; il vicino ha una piccola costruzione dove e' rinchiuso un maiale nero. Tutto molto basic (mi ricorda alcuni racconti dei miei nonni, di come vivevano da giovani). Ma va bene cosi'. Finalmente un contatto vero con la gente del Laos. Anche se non ci si capisce, perche' loro non parlano inglese e io lao, il rapporto risulta molto gentile e naturale. Per le prime due sere partecipo alla cena dei padroni di casa. Si consuma sul pavimento dove, seduti a gambe incrociate, ci si serve da un vassoio. Si mangia sticky rice (riso glutinoso) e zuppe piccanti.
Durante il festival mi occupo dell'accoglienza al punto informazionie e assegnazione delle case ai turisti che vogliono dormire nelle case dei locali (homestay). Qui', insieme a due laotiani, accogliamo circa 300 turisti giunti da tutto il mondo per assistere alla manifestazione. Faccio un sacco di public relations (chi l'avrebbe detto!!) tra illustrare il programma e rassicurare circa i trasporti per le varie destinazioni alla fine del festival. Tutto va per il meglio. Sono presenti 50 elefanti che e' possibile vedere nelle varie attivita' di lavoro e in parata. In tutto il paese le varie attivita' fervono e durante i picchi di affluenza si ipotizzano piu' di 4000 presenze (i laotiani accorrono in massa).
Una vera festa. Tutti sono contenti: organizzazione, turisti che si complimentano per come e' stata ben gestita la cosa, visitatori locali che si divertono fino a tarda ora. L'ultima sera vengo invitato, insime agli organizzatori ad una cerimonia privata di carattere semi religioso che si chiama Baaci (si pronuncia Basi). I padroni di casa passano da tutti gli invitati e legano ai loro polsi dei pezzetti di cotone bianco pronunciado frasi di ben augurio; una sorta di prete benedice il cibo e si conclude con la cena e una abbondante bevuta di birra (beerlao, la migliore dell'asia) e laolao (un distillato di riso fatto in casa simile alla tequila, bello forte). E' per me l'occasione di salutare tutti. Il giorno dopo, insieme a molti dei turisti, parto presto per raggiungere nuovamente Tha Suang dove mi attende la slow boat per Luang Prabang. Il viaggio dura 6 ore e io, per la prima volta da quando sono partito, accuso qualcosa di gastro-intestinale. Deve avermi fatto male quacosa a colazione. Peccato, perche' il lungo viaggio sul Mekong e' proprio incantevole. Arrivo nel tardo pomeriggio e per trovare una GH libera occorre un po' di pazienza e vari giri per la cittadina. Alla fine trovo una sistemazione: all'esorbitante prezzo di 600 Baht (circa 12 euro) alloggio in una camera con aria condizionata, bagno privato e tv. Never seen before, durante il viaggio. Non mi godro' molto le comodita' perche' un attacco di febbre e varie evacuazioni di ogni genere mi faranno penare un poco. Ma ritengo fortunato di aver trascorso un mese e mezzo senza episodi del genere. Prima o poi doveva capitare. Oggi sto meglio e si tratta solo di lasciar riposare un po' il sistema digerente. Interessante vero? Trascorrero' qualche giorno a Luang Prabang, citta' patrimonio dell'umanita per l'unesco, una sorta di Venezia del Laos. Non tanto per l'acqua (ci sono due fiumi ma niente a che fare con lagune e case sull'acqua) ma per l'unicita' della situazione urbanistica. Vi raccontero' meglio la prox.
2 commenti:
Grande Ale!!!
Non ti credevo così poliedrico!!!
Non ho molto da dire, poiché ogni commento risulterebbe banale...
Ti dico un semplice "BRAVO" che raggruppa tutto quello che penso!!!
A presto!!!
Ciao Ale!!
Dopo una leggera apprensione per i tuoi problemi intestinali (prevedibili), eccomi a constatare con piacere che continui a segure la tua rotta in questo periplo.... tailandes-laotian-cambo-vietnamita.
Continuo a seguire con grande interesse ogni sfumatura di ciò che scrivi nei tuoi aggiornamenti e ti posso assicurare che in quei pochi minuti nei quali ti "ascolto", mi par di essere lì; questo mondo per un'attimo scompare con tutta la sua noia, il suo ripetersi....ma torno di nuovo qui e...va bene così.
So che non hai molto tempo per stare negli internet point, quindi finisco dicendoti di non fare caso al rarefarsi dei nostri commenti; ciò che scrivi ci rapisce, le nostre ammirate esternazioni cominciano ad essere banali.
Un abbraccio.
Pà
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