lunedì 12 febbraio 2007

Hiking


In circa due ore di Sangthaew sono giunto a Muang Sing, a soli 10 km dalla Cina; i tratti somatici della popolazione lo conferma. La localita', due strade e poche case, e' situata in una valle dove insistono svariate comunita' tribali. Io ho deciso di lasciare i trek organizzati ad altri e di prima mattina mi sono incamminato verso... ovest. Non sapendo la strada ero comunque tranquillo che la giornata sarebbe stata fruttuosa. Infatti avrei potuto titolare questo post: porci, polvere e canne da zucchero. Insomma tutto cio' ce ci vuole per avere godere una bella giornata di hiking. Di polvere ne ho incontrata tanta nelle strade verso le montagne circostanti (la mia meta). Ci affondavo con le scarpe. Ho attraversato risaie e costeggiato piantagioni di canna da zucchero. Ho assitito alla raccolta e presso uno dei campi mi hanno invitato ad assaggiare. Una giovane donna addetta al taglio (che lavoro massacrante!!) mi ha scelto una bella canna e me l'ha porta insieme al suo machete. Ma... io.... non so come si fa.... Le ho gesticolato. Allora mi ha fatto vedere. Si tratta di togliere uno stato della corteccia (lo so, lo so non si chiama corteccia...). Gli altri raccoglitori si facevano beffe di me, se fossero stati romani-laotiani avrebbero detto: "anvedi sto' farang nun sa' manco come se pulisce na canna". Io ho sorriso con loro, li ho ringraziati (khawp jai, pronuciato kop jai) e sono andato per la mia strada mordendo e ciucciando la mia canna. La mia prima canna! E' prorio come succhiare un legnetto che sa di zucchero. Buono per le energie necessarie al cammino. Giunto alle pendici delle montagne (piu' colline, direi) ho attraversato un villaggio tribale. Uno spiazzo di terra battuta, capanne su palafitte, un rigagnolo a mo di fogna che lo attraversa dove sguazzano maiali neri, galline, cani (lo sapete che qui' li mangiano, vero?) e tanti, tanti bambini. Passo salutando, con la voglia di scattare foto ma... mi sebrerebbe di trattarli come animali al circo. Mi trattengo dal sfoderare la macchinina e passo oltre. Poco dopo essere uscito dal villaggio un tipo che sta seduto un centinaio di metri sopra di me (sulla collina) mi chiama e mi fa segno di tornare indietro e prendere un altro sentiero, quello dove sono non porta che a campi di canna. Obbedisco, trovo il sentiero giusto e poco dopo incontro il tipo che mi ha dato il suggerimento. Lo ringrazio, gli porgo l'acqua che mi ha chiesto e rifiuto una... fumata d'oppio (e' la seconda volta che me lo propongono, lo avevo detto che qui' ci sguazzano). Mi sono ripromesso di fermarmi e tornare indietro alle ore 12. Proprio a quell'ora, dopo aver camminato in un bel sentiero che saliva dolcemente, raggiungo quasi la vetta e dove due creste si incontrano trovo una sorgente. Mi riposo un po' e mi rimetto in cammino per il ritorno. Se l'andata ha richiesto 4 ore, il ritorno, per un'altra strada, necessitera' solo 2 ore e mezza. Arrivo comprensibilmente stanco ma contento della bella giornata passata nella mia amica natura. Qualche pensiero va alla gente che vive nei villaggi. Senza denaro e faticando come noi non possiamo capire per sopravvivere. Faccio fatica a figurarmici. Impossibile.
Oggi ho lasciato Mueng Sing e passando nuovamente per Louang Nam Tha e cambiando mezzo ho raggiunto Udomxai. Solo una tappa verso Pak Beng e il Mekong verso... vi diro' la prox.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mitico ALE!!! Mi vergogno a dirti che c'è voluto un mese perchè riuscissi a leggere il tuo fantastico blog, ma sappi che qualcuno qui ha giocato "sporco" tenendomi lungamente all'oscuro di tutto (vero Chiara?!?!?!). Scherzi a parte sono veramente contentissimo per te e leggere tutto d'un fiato i tuoi racconti mi ha permesso di immergermi completamente nel viaggio che stai facendo! Complimenti anche per come descrivi le tue giornate... rendi un tot! Non abbiamo avuto modo di salutarci prima della partenza, ma speriamo (io e sami!) di rimediare al tuo ritorno... magari alla cena Thai, anche se con tutte queste prenotazioni non so se ti converrà tornare ;-) Un abbraccio grandissimo e alla prossima avventura! Ciao Naso

Anonimo ha detto...

Ciao Nipote, giorno dopo giorno hai superato la boa del primo mese e sei in Laos. Leggo il tuo racconto raccogliendo le briciole che lasci sul tuo cammino come Pollicino e sono semplicemente contento per te. Leggo anche i commenti dei "visitatori" del blog. Ci trovo i tuoi amici e la tua famiglia che è anche la mia. Anche questo mi piace. Le persone che ti scrivono ti vogliono bene e stanno godendo della tua libertà e della serenità che esprimi. Un saluto speciale dai gemellini e da Bru (che è sempre più preoccupata per te...). Come dici tu "alla prox"!