lunedì 29 gennaio 2007

Cowboy e saloon

Ebbene si! Sono riuscito a dormire in un Sawngthaew (questa e' la dicitura corretta, o quasi). Infatti durante il viaggio di 6 ore (aaaaaaarghhhhhh) da Mae Sot a Mae Sariang sono riuscito, anche grazie alla posizione vicino alla cabina che mi sono guadagnato come primo a salire, a schiacciare qualche pisolino. E meno male! Non finiva piu'. Ma alla fine, come dubitarlo, sono arrivato in un paesino costituito da due strade parallele, una lungo il fiume, e qualche traversa. Tutto e' raggiungibile in 10 minuti a piedi. Insomma un piccolo, assonnato, simpatico pesino meta di viaggiatori che hanno voglia di fare trekking e/o gite sul fiume Salawin e sul parco nazionale omonimo. Visto che io il tour/trek lo avevo gia' fatto a Um Phang decido di farmi, il giorno dopo perche' ero cotto dal viaggio, un bel raid in scooter. Lo affitto per 200 Baht (poco piu' di 4 euro per tutto il giorno) e mi dirigo verso il confine col Myanmar perche' mi hanno detto esserci un paesino caratteristico. Dopo circa un ora di scorrazzamento per le strade Tailandesi (che bello ritrovare le sensazioni di liberta' gia' provate in moto) arrivo alla meta. Il paesello e' costituito per lo piu' da capanne di canna e frasche montate su specie di palafitte per isolarle da terreno nel perido delle pioggie. Tanta miseria in giro. Tutte le case sono costruite sulla strada, da un lato, e sul burrone che da sul fiume, dall'altro. Di solito hanno una o due stanze, senza porta, solo una piccola ringhiera, di solito di bambu'. Tutte, quasi, le attivita' sono svolte o nelle due stanze (a vista dei passanti), o sulla soglia, o immediatamente fuori. Chi taglia stecche di bambu', chi cucina, chi allatta un bambino, chi gioca, chi e' indaffarato in mille attivita' quotidiane. Tantissimi salutano con un internazionale "Hello". Evidentemente e' ancora un piccolo evento vedere qualche Farang (pronunciato Falang), straniero, da queste parti. Dalla riva del fiume, adesso che e' la stagione secca bisogna scendere un dislivello dalla strada di circa 20 metri, partono battelli per il parco nazionale Salawin. Siamo sul confine. Visto il tutto, e pensando ci sia ancora qualcosa da vedere decido di continuare sulla strada verso sud che presto diventa sterrata. A tratti e' quasi impraticabile, ma, mi dico, migliorera. Sbagiato!! Peggiora!! Tengo duro ancora 15 minuti poi, dopo essermi massacrato la schiena e il deretano per le buche, decido che e' ora di tornare. Finisco la giornata... dal barbiere!! Questa la voglio proprio raccontare bene. Avete presente quelle scene dei film western dove il cowboy, lercio e trascurato, arriva in citta' e va dal barbiere? Ecco, uguale. Con la barba e i capelli di 17 giorni varco la soglia di un... una... insomma si... ecco... tipo un garage. Di legno, anche il pavimento, che e' coperto di capelli. Sull'unica poltrona c'e' gia' un avventore e, a gesti chiedo se posso essere il prossimo. Il barbiere ha una mascherina tipo quelle dei chirurghi, e dapprima cerca di dirigermi dall'altro strada della strada dove c'e' una parrucchiera. Io, che so' uomo, insisto e, dopo il suo consenso, mi siedo e aspetto il mio turno. Quando tocca a me mimo che voglio la rasatura a zero e il taglio della barba salvando il pizzetto. Il tipo grugnisce che ha capito. Sul muro di fronte a me oltre allo specchio e ad una mensola con qualche boccetta, rasoio, pettine e poco altro sono appese tre macchinette per i capelli ad altrettanti chiodi. Con una di queste i capelli sono sistemati in poco tempo. Ma il bello deve venire: con un minuscono pennello da barba il Figaro di Mae Sariang stempera un po' di crema da barba e, senza prima accorciarla in nessun modo comincia a tagliarmi il pelo del viso. Vengo disteso completamente e con mano esperta e un rasoio di quelli di una volta (a cui ha cambiato la lametta) il tipo mi taglia la barba. Ma fa un male caneeeeee!!! I peli avrebbero dovuto essere accorciati, suppongo. Da bravo cowboy non mi lamento. Quando finito mi viene messa una pezzuola sul viso. Ma e' alchool!!!!!! Che prova. Tengo duro. Un'altra pezzuola umida mi finisce sugli occhi e... il tipo mi fa un massaggio alle spalle e ad ogni braccio e mano. Non me lo aspettavo. E' molto piacevole. Pago, soddisfatto, 40 baht (meno di un euro!!) con il sorriso sulle labbra. Un'altra piccola avventura. Rasato e poi lavato finisco la giornata in un risto-bar molto singolare: i tavoli sono alti una trentina di centimetri e ci sta sdraiati appoggiati su grossi cuscini, un po' come facevano i romani. Vista sul fiume, musica piacevole, proprietarie socievoli. Scambio qualche parola con un canadese (si occupa di costruzioni ed e' tornato que' nel paese dove ha vissuto per 6 anni da piccolo) e un tipo di Singapore (avvocato scappato dal casino). Il giorno dopo (oggi) prendo il bus vs Chiang Mai e... vi racconto la prossima volta perche' anche oggi ho viaggiato 5 ore.
Alla prox.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao Ale,
che emozione leggere il racconto di questa avventura.
Buon proseguimento e aggiornaci sempre....
Un forte abbraccio, Rosalba